Massimo's profileL'angolo del poeta...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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January 29 Grande festa per i 18 anni di Teo!Beh, sabato sera mi sono proprio divertito. Era parecchio tempo che non andavo ad una festa di compleanno, e già questo mi ha rallegrato; in più c'era anche una buona affluenza (15 persone), sebbene non fosse presente tutta la nostra classe, il che mi è dispiaciuto (Fabio, Ben, Conrad... dove cazzo eravate?). A parte la sorpresa al festeggiato, che in parte era già stata svelata, ma riuscita comunque abbastanza bene, per il resto della serata ci siamo dati al ballo, accompagnati dalla musica Techno di Teo, che ha fatto anche da DJ. Non avevo mai ballato ad una festa, e devo ammettere che è stato molto divertente, e mi ha fatto sentire un po' più "giovane" (lo sanno tutti che ho già 38 anni suonati... xD). E poi le cazzate assurde di Mich, Ale e Vitto, le solite parodie dei professori e le imitazioni straordinarie di Fede hanno acceso la serata e l'hanno resa ancora più folle e scatenata. Peccato che quando ci si diverte, il tempo passa sempre troppo in fretta, e l'una di notte è arrivata in un batter d'occhio. Io, che non potevo tornare a casa da solo ma dovevo farmi accompagnare dalla Fabiana e dalla Mary (ringrazio ancora entrambe del passaggio), sono stato costretto a tornare a casa "presto", lasciando il povero Teo prima del previsto. Ma tant'è. Per lo meno ho passato una bellissima serata in compagnia di ottimi amici che spero rimarranno ancora a lungo con me. January 22 La giornata più bella della mia vitaIeri, domenica 21 gennaio 2007, è stata una giornata bellissima, la giornata più bella della mia vita. Era da un po' di tempo che volevo andare a Bergamo a trovare una persona, e finalmente ce l'ho fatta! Mi sono svegliato alle 9:00, ho aspettato mio fratello (che è arrivato alle 10:00) e siamo andati in stazione a Milano Centrale; ho preso il biglietto, ho atteso le 11:15 e sono salito in fretta sul treno (tra l'altro, quei deficienti avevano scritto il numero del binario sul tabellone all'ultimo momento, e quindi ho dovuto correre per non perdere il treno). Mi sono fatto un bel viaggetto di un'ora ascoltando musica e osservando il paesaggio e poi, finalmente, alle 12:15, sono sceso a Bergamo, dove ad aspettarmi c'era lei, il mio zuccherino dolce dolce. Avrei voluto salutarla a modo mio, con un bell'inchino da cavaliere quale sono, ma è stata troppo precipitosa e non mi ha permesso di farlo... E come se non bastasse, si è pure dimenticata a casa il regalo che doveva darmi... Ma non posso fargliene una colpa: d'altronde, ha mille cose da pensare.................................. Ci siamo fatti una passeggiata tra le vie del centro, dopodiché abbiamo pranzato in una crêperie. Lei si è presa, giustamente, una crêpes mooolto leggera, mentre io, tanto per essere sempre fuori dal coro, ho ordinato un panino col salame (vado in una crêperie e prendo un panino: logico, vero?). Alle 14:00 siamo usciti e ci siamo diretti (sempre a piedi) verso Bergamo Alta. E' stata una bella scarpinata, ma sono talmente atletico che non ho sentito alcun segno di stanchezza, al contrario di lei, che aveva il fiatone dopo neanche 50 metri (te l'ho detto che il fumo fa male, ma tu non mi ascolti). Arrivati alle mura, ci siamo fermati a guardare il panorama (a dir la verità, io guardavo solo lei). Siamo stati lì qualche minuto e poi siamo subito ripartiti, e via con un'altra scalata da far mancare il respiro. A passo lento ma deciso, abbiamo percorso la strada costeggiando le mura. Purtroppo non siamo potuti andare fino in cima (perché erano già le 15:30 e il mio treno partiva alle 16:35), e abbiamo quindi dovuto tornare subito indietro. Alle 16:00 circa eravamo di nuovo in stazione, con il treno già pronto a partire al binario 2. Siccome mancava ancora un po' prima che il treno partisse, ci siamo seduti su una panchina. Ho avuto l'abbraccio che mi era stato promesso (breve ma intenso), e poi, non riuscendo a resistere, le ho preso la mano, che per fortuna non ha ritratto. Non so descrivere l'emozione che ho provato in quel momento. Credo che le parole non potrebbero comunicare la stupenda sensazione di quell'attimo. Benché bravo con le parole, non mi sforzo nel trovare quelle giuste. Lascio immaginare a voi, mentre anch'io rivedo nella mia mente l'immagine della mia mano stretta alla sua. Dieci minuti prima della partenza, ci siamo salutati (tristemente, aggiungo io), non prima però di averle consegnato una lettera con una piccola sorpresa all'interno (mi spiace per non averla scritta a mano, ma sai com'è... ho una scrittura orribile). Sedutomi sul sedile del treno, ho ricevuto uno squillo. Talmente curiosa, aveva già aperto la busta. Dopo avermi ringraziato del regalino, l'ho salutata per la seconda volta, con il sorriso sulle labbra. La sera, prima di andare a dormire, mi è scesa qualche lacrima: non so se di gioia o di dolore, ma credo un po' di entrambe. Gioia per aver potuto vedere dopo tanto tempo la persona che mi sta più a cuore; dolore per aver avuto così poco tempo (solo tre ore in totale) da passare con lei. Ma sono davvero felice di aver potuto vedere i suoi occhi, i suoi magnifici occhi verde mare che non smettevo di fissare, e le sue lievi labbra sottili assieme al suo altrettanto lieve ed enigmatico bianco sorriso. E di aver potuto sentire il suo delicato profumo che mi è rimasto sulle mani per tutto il viaggio di ritorno. E di aver potuto sentire la sua dolcissima voce, che dal vivo è ancora più bella che al telefono. E di averle potuto toccare il viso, e quelle belle guanciotte morbide, e di averle potuto stringere la sua piccola mano da bambina, calda rispetto alla mia, tutta fredda e tremante. Mi pento di non averle detto di persona di volerle bene: colpa della mia enorme timidezza che frena i miei gesti e le mie parole. Spero che ci sarà un'altra occasione, e che non sia troppo in là nel tempo. Intanto (e ora mi rivolgo a te) continuerò a pensarti, ad immaginarti, a sognarti. Farò volare la mia fantasia per poterti abbracciare, seppur idealmente, e tenerti stretta a me, e portarti poi in un posto dove solo tu puoi stare: il mio cuore. E' stata una bellissima giornata. E' stata la giornata più bella della mia vita. PS: Scusami se ho ironizzato un po' su di te nella prima parte del racconto. Ma lo sai che... TI VOGLIO BENISSIMO!!! January 18 "Mi manca qualcosa..." ©
January 11 "La mia aria" ©
January 07 Domani a scuola!!!Domani si torna a scuola. Beh, che dire... semplicemente che odio tornare a scuola dopo le vacanze di Natale e dover ricominciare a riprendere in mano i libri e rivedere quei simpaticoni dei professori! Soprattutto ora che ho trovato una persona speciale, che mi ha fatto passare delle bellissime giornate e che mi ha reso davvero felice. Ma purtroppo bisogna andare avanti, e di certo non posso trascurare lo studio (più che non potere, non devo, perché se no mia mamma mi uccide... -.-). Va beh, ora vi saluto. Non so quanto riuscirò a stare dietro a questo blog, ma cercherò di aggiornarlo il più possibile. Grazie alle poche persone che lo seguono.
CIAO!!! January 04 Sto forse sbagliando tutto?Ho appena rivisto per l'ennesima volta "Will Hunting - Genio ribelle". Per chi non lo conoscesse, lo riassumo molto brevemente. In pratica si parla di un bulletto di South Boston, in America, che ogni giorno se la spassa con i suoi amici e si diverte alla grande. Ma non è un ragazzo come tanti: è un genio, un genio della matematica. Adora leggere, si ricorda ogni cosa e potrebbe citare persino il numero di pagina di un libro che ha letto tanto tempo prima. Ha una memoria straordinaria, e con il suo talento innato potrebbe fare grandi cose. Difatti il professore di una delle università più importanti della sua città vorrebbe farlo diventare un premio Nobel, far fruttare il suo enorme potenziale e farlo diventare "qualcuno". Ma c'è un problema. Will ha paura. Il suo passato turbolento, le violenze avute da bambino e la carenza di affetto lo hanno rovinato. Ha deciso di rinchiudersi in un guscio, per difendersi da tutto e da tutti. Non vuole più affrontare la vita per non ritrovarsi a soffrire ancora come un cane. Ha il terrore della gente, di ciò che gli altri potrebbero pensare di lui una volta scoperto il suo passato. Ed è terrorizzato a tal punto da poter perdere l'amore della sua vita, l'unica persona che abbia amato veramente. Per fortuna, però, aiutato da uno psicologo (interpretato dal grandissimo Robin Williams) ingaggiato dallo stesso professore di matematica, riesce ad eliminare questa sua paura e a raggiungere infine la donna amata (che nel frattempo si era trasferita in California). Bellissima, tra l'altro, la frase dello psicologo a proposito dell'amore: "Potrai conoscere tutto sull'amore, probabilmente potrai citarmi tutto Shakespeare, ma non saprai mai cosa si prova a svegliarsi la mattina con la persona che davvero ami, e sentirti veramente felice." (io, che sono un romanticone, adoro questo tipo di frasi). Ma non ho scritto questo per farvi una lezione su questo film, quanto per farvi sapere (o meglio, far sapere a me stesso) che inaspettatamente mi sono ritrovato tale e quale al protagonista del film. Sono sempre stato pessimista, e lo sono tuttora. Mi sono accorto che anch'io ho paura, paura del futuro. Anzi, non è il futuro a spaventarmi, quanto le reazioni delle persone, soprattutto di quelle persone a cui voglio davvero bene, e che mi vogliono bene. Ho paura di deluderle, di farle stare male, di starci male io per causa mia. E' soltanto un film, ma si è visto bene che rimanendo in questa situazione non si ottiene nulla. Bisogna rischiare sempre, anche se alla fine potresti perdere più di quanto non credessi all'inizio. Per lo meno potrai dire di averci provato, ti esserti messo in gioco, e di aver vissuto quei momenti in maniera felice, felice di aver vissuto. Sembra un discorso da vecchio, come se ormai non potessi più tornare indietro... Non è così, lo so bene. E me ne rallegro. Ma è meglio accorgersi in tempo di questa cosa, di tirarla fuori, scrivendola su uno stupido blog che magari non legge nessuno (d'altronde, anche un diario personale non lo legge nessuno, fatto sta che lo si scrive lo stesso). Ecco, mi sono liberato da questo pensiero. Quando ho in mente qualcosa d'importante, devo risolverla al più presto, altrimenti mi rimane nel cervello finché non la risolvo, ed è più difficile pensare. (sono un po' pazzo, va bene, ma mi piaccio così... xD). Beh, questo intervento mi ha stancato, perciò ora vado a dormire, che ne ho bisogno (non è vero, mi sono svegliato a mezzogiorno... xD). Comunque lascio un ultimo avviso: chi ha orecchie per intendere, intenda... January 01 "La felicità" ©
Ho sempre cercato
la felicità,
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